I fondi ai gruppi in Consiglio regionale
avevano «un vincolo specifico»:
servivano a sostenere solo le «spese» ben individuate «dalle normative regionali e anche dalla
legislazione nazionale». In Sardegna non c'era l'obbligo «di allegare al rendiconto» il dettaglio del singolo esborso: ma questo «non
implicava» non si dovesse «comunque
giustificare» l'uso di quel denaro pubblico, 2.500 euro al mese per 5 anni da destinare a finalità
istituzionali. Non c'era «la piena discrezionalità
nell'utilizzo dei contributi».
giovedì 4 febbraio 2021
«Barracciu non ha giustificato le spese»
mercoledì 3 febbraio 2021
Province, la riforma approda in Consiglio.
Le Province prima di tutto: oggi il
Consiglio regionale discute e poi approverà, in settimana, la riforma. Lo farà dieci mesi dopo il
via libera in commissione. Con una prova muscolare, nella coalizione di centrodestra, Forza Italia e
il gruppo Udc-Cambiamo hanno
evitato di fatto che la legge rimanesse ancora bloccata. Però, proprio alla vigilia del dibattito in
aula, a prendersi la scena è stato il consigliere regionale Roberto Deriu del Pd. Ha presento una proposta di legge nazionale, per il ritorno,
in tempi rapidi, all'elezione
diretta di presidenti e consiglieri provinciali.
Perché dal 2014 quel voto è diventato un'esclusiva di sindaci e consiglieri comunali.
(ua)
Articolo
tratto da “La Nuova Sardegna” del 03 Febbraio 2021
I preoccupanti errori della Giunta Solinas. Di Pier Franco Devias.
Sono sconcertato dai maldestri giochi di
prestigio di Solinas. Tipo quelli che gli cadono le carte dappertutto, gli
scappa il coniglio dal cilindro e poi fanno l’inchino sorridenti come se fosse
andato tutto bene. Per colpa sua e della sua giunta siamo finiti
in zona arancione, per colpa dell'imbarazzante
incompetenza e pressapochismo anche nella comunicazione dei dati, fenomeno che
fa acqua da tutte le parti sia nella circolazione interna – come da tempo
denunciano i sindaci – sia in quella esterna.
Pier Franco
Devias
Verità e giustizia per Giulio Regeni. Di Vincenzo Maria D’Ascanio.
(03
Febbraio 2016) Dopo una disperata ricerca viene finalmente ritrovato il corpo
di Giulio Regeni. Si
trovava in un fosso lungo la strada dal Cairo ad Alessandria. Sul corpo del
ricercatore sono evidenti i segni di una violenta tortura.
Giulio Regeni nasce a Trieste il 15 gennaio 1988. Cresciuto nel paese di Fiumicello (provincia di Udine), ancora minorenne si trasferisce a all'Armand Hammer United World College of the American West (Nuovo Messico - Stati Uniti d'America) e poi in Inghilterra per continuare gli studi. Per due volte consecutive vince il premio "Europa e giovani" (2012 e 2013), concorso internazionale organizzato dall'Istituto regionale studi europei. I suoi lavori hanno come tema principale il Medio Oriente, nello specifico Stati come la Turchia e l’Egitto.
In seguito cominceranno le sue collaborazioni con l’ONU soprattutto nel settore dello sviluppo industriale nei paesi facenti parte dell’Unione Europea. Dopo aver lavorato con Oxford Analytica si reca in Egitto, dove inizia una ricerca sul ruolo dei sindacati indipendenti egiziani. In particolare Regeni descrive la problematica situazione in cui versano proprio questi sindacati dopo la rivoluzione del 2011.
Il 25 Gennaio del 2016 tuttavia se ne perdono le tracce. Ultima notizia è un messaggio alla sua compagna. Dopo poco tempo un’amica di Giulio (la studentessa Noura Wahby) denuncia su Face Book la scomparsa del ricercatore italiano. La ragazza sapeva che Regeni doveva incontrare alcuni amici per festeggiare un compleanno. Da quel momento trascorre più di una settimana prima del suo ritrovamento nella strada che, come scritto, collega il Cairo ad Alessandria.
Il ritrovamento. Giulio Regeni è trovato completamente nudo, ha chiaramente subito delle torture, addirittura parte del suo corpo è stato barbaramente mutilato. Per l’esattezza ha ventiquattro fratture distribuite sulle costole, mani, dita. Ha cinque denti rotti, molteplici coltellate addirittura sulle piante dei piedi. La morte sarebbe stata causata da un forte colpo al collo che avrebbe fratturato la vertebra cervicale.
I depistaggi. Oltre ai depistaggi e alle insabbiature disposte dalle autorità egiziane, è stato evidente l’inadeguato sostegno alle indagini condotte dai magistrati italiani. Questa situazione ha avuto una conseguenza: il Governo ha ritirato l’ambasciatore italiano in Egitto Maurizio Massari per sostituirlo con l’ambasciatore Cantini. Il governo egiziano del premier Al Sisi è sospettato dell’omicidio del ricercatore italiano. Dalle indagini sul fatto, è stato accertato che apparati egiziani avessero già effettuato indagini su Giulio Regeni.
Secondo l’agenzia di stampa Reuters, Regeni è posto in stato di fermo dalla polizia egiziana la sera stessa in cui se ne perdono le tracce. Secondo il New York Times la polizia consegna il giovane ricercatore ai servizi segreti egiziani, che avrebbero portato Giulio in un edificio non identificato. Invece le autorità egiziane sostengono che Regeni non è mai stato posto in stato di fermo o custodia dalla polizia egiziana prima di essere rinvenuto cadavere. Una fonte interna al governo egiziano dichiara: «La polizia non ha arrestato Regeni né l'ha detenuto in alcun posto di polizia e tutto quello che viene ripetuto a questo proposito sono solo voci che mirano a nuocere agli apparati di sicurezza in Egitto e a indebolire le istituzioni dello Stato».
La campagna di Amnesty International Italia. A partire dal 24 febbraio 2016 Amnesty International Italia ha lanciato la campagna Verità per Giulio Regeni, organizzando anche una petizione sul portale Change.org a cui hanno aderito più di 100.000 persone. Il 10 marzo 2016, da parte del Parlamento europeo di Strasburgo, è stata approvata una proposta di risoluzione che condanna la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni e le continue violazioni dei diritti umani del governo di al-Sisi in Egitto. Una risoluzione approvata con ampia maggioranza.
#veritapergiulioregeni
Vincenzo
Maria D’Ascanio
lunedì 1 febbraio 2021
Operatori nel settore degli spettacoli, rimborsi sino a 7000 euro
Qualche giorno in più di pazienza, sino
alle 10 di giovedì 4 febbraio: lo ha chiesto l'assessora regionale del Lavoro
agli operatori del settore dello spettacolo interessati a partecipare al "recupero"
del click day, con il sistema andato in tilt giovedì scorso. L'appuntamento sul
portale www.sardegnalavoro.it per la
presentazione online delle domande per l'indennità una tantum compensativa del
mancato reddito da 7mila euro ciascuno prevista nelle legge salva imprese e a favore degli operatori della filiera dello spettacolo e del commercio colpiti dalla crisi
provocata dalla pandemia era stato così spostato a oggi, ma ha subito un nuovo slittamento.
(a.palmas)
Articolo
tratto da “La Nuova Sardegna” del 01 Febbraio 2021
Articolo Nuova Sardegna del 21.01.2021
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Federico Marini
marini.federico70@gmail.com
skype: federico1970ca
La strana riservatezza dell’assessore Biancareddu. Di Lucia Chessa.
Pensa
che, pur essendo io un’ insegnante, in due anni, non mi
ero ancora accorta che Andrea Biancareddu fosse l’assessore regionale
alla pubblica istruzione. Cioè, non è che non lo sapessi, lo sapevo in realtà,
ma il fatto è che non mi risultava una parola, un intervento, un pensiero
significativo di Biancareddu che avesse a che fare con la scuola.
Lucia
Chessa
L’ayatollah Khomeini sale al potere in Iran
(01
Febbraio1979) Accolto da una folla in festa, l’ayatollah Khomeini torna a
Teheran dopo quasi 15 anni di esilio: niente in Iran sarà più come prima.
Lo scià di Persia Reza Pahlevi fugge prima di una possibile condanna a morte.
Dopo una turbolenta fase di transizione nascerà la Repubblica islamica, e il
fondamentalismo religioso rappresenterà il perno attorno a cui ruoterà l’intera
società.






